NAVIGAZIONE LAGHI COMO |
![]() |
|
Lavori di rifacimento delle strutture di attracco del pontile traghetto di Cadenabbia (CO) anno 2002 La società Navigazione Laghi aveva in previsione la ristrutturazione dello scalo d'approdo traghetti di Cadenabbia, costituito da un ponte levatoio comandato e regolato da dispositivi elettro-meccanici contenuti in due torri in muratura e da un complesso d'attracco in piloni tubolari, necessario alla manovra dei natanti, inizialmente composto da: due tripodi, un pilone di fiancata e un tripode di manovra. Nel corso degli anni, l'entità degli urti dovuti a condizioni di attracco difficoltose per entrata in servizio di traghetti di stazza doppia rispetto a quella prevista nel progetto originale ebbe come conseguenza l'insorgere di deformazioni molto accentuate nelle strutture di approdo, che rendevano assai disagevoli e pericolose le manovre dei traghetti. È stato quindi necessario progettare un metodo di installazione dei piloni tubolari, alternativo all'infissione mediante tradizionale battipalo che consentisse di sostituire i piloni dopo un normale periodo d'esercizio o a seguito di eventi eccezionali non prevedibili in fase progettuale. A tale scopo sono stati progettati plinti in calcestruzzo armato sostenuti e contenuti da fondazioni profonde costituite da colonne di terreno consolidato con tecnica jet grouting. In questo modo le fondazioni non gravano sul fondale, ma sono sostenute da una serie di colonne jet interne (lunghezza 10-13 m) e contenute da coronelle di colonne jet (lunghezza 12-15 m). Le colonne interne raggiungono una lunghezza di 13 m per i due plinti ellittici della banchina e di 10 m per i plinti circolari. Le coronelle esterne sono invece rispettivamente di 15 e 12 m. Le suddette colonne sono armate mediante preforo, posa in opera a gravità di tubi in acciaio Fe510 (diametro 101 mm, spessore 10 mm) e getto in risalita dal fondo di miscela ternaria acqua-sabbia-cemento R325 dosato a 600 kg per mc di inerte. In corrispondenza della zona di impatto i piloni sono protetti con paraurti in acciaio e legno duro trattato. Nel progetto si è tenuto conto sia della forza impulsiva trasmessa alle strutture dal natante in fase d'attracco che dei carichi considerati statici dovuti all'azione del vento o del moto ondoso sul natante già attraccato. I piloni sono vincolati ai plinti subacquei, mediante flange nervate imbullonate a spezzoni di tubi di maggior diametro e spessore, a loro volta flangiati, inglobati nel calcestruzzo ed emergenti per un tratto di circa 50 cm dal plinto stesso. Immagine a destra: 1. approdo preesistente 2. taglio e demolizione gruppi approdo 3a. base ancoraggio pilone ormeggio 3b.armatura della sottofondazione 4a. getto per consolidamento tetrapode 4b. tetrapode con reggispinta installato |
|
![]() |
|